Lost Odyssey

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Cosa succede se metti in un frullatore Hironobu Sakaguchi, il papà di Final Fantasy, il team di sviluppo Nautilus (ex-Sacnoth, padri della serie Shadow Hearts), e Nobuo Uematsu, autore delle colonne sonore di tanti titoli Square tripla A? Nasce Lost Odyssey, uno dei pochi J-RPG disponibili sulla console Microsoft, e sua esclusiva peraltro. A dire la verità, sono partito senza aspettative su questo titolo, non sapendo nulla a riguardo, poi ho saputo che dietro c’erano questi nomi, e ho reagito così.

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C’è da reagire così anche per la qualità del gioco che ne è venuto fuori?

 

LA TRAMA

 

In un mondo in cui la rivoluzione industriale è avvenuta grazie alla magia, voi impersonate Kaim Argonar, un uomo che vive da mille anni apparentemente immortale, ma totalmente privo di ricordi, che vive da mercenario combattendo per la Repubblica magica di Uhra. Durante una battaglia, una meteora si schianta improvvisamente sul suolo sterminando gli eserciti di entrambe le fazioni, lasciando in vita pochissimi superstiti e Kaim stesso, e per indagare su questo evento viene formata una squadra con lui, Seth Balmore, un’altra immortale sopravvissuta, e un mortale di nome Jansen. Da quest’indagine nascerà un’avventura che porterà Kaim a scoprire il perché della sua vita eterna, rievocare i suoi ricordi, e conoscere gli altri immortali sparsi in giro per il mondo.

 

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Il cast di Lost Odyssey. Non ci sono spoiler, ve li annuncia il manuale dall’inizio

 

IL GAMEPLAY

Lost Odyssey è un classico J-RPG, nel quale si alternano esplorazione, missioni secondarie, e combattimenti casuali. Se avete giocato un qualsiasi Final Fantasy, sapete esattamente cosa aspettarvi a livello esplorativo: una grande mappa del mondo dalla quale scegliete la città o il dungeon che volete vedere, o scoprite nuovi luoghi. Benché sembri molto limitato all’inizio, e lineare, con il proseguimento del gioco si sbloccano i mezzi di trasporto con i quali scoprire tutti gli anfratti, tutti i villaggi, e tutti i punti visitabili. In ogni dungeon, come da tradizione, si può andare incontro alle classiche battaglie casuali. Utilizzati solitamente per fare quello che in gergo si dice “Power levelling”, ossia salire di livello per essere molto più forti del boss, qui i combattimenti non possono essere utilizzati a tal scopo, perché una volta arrivati a un livello adeguato per la missione che state affrontando, non guadagnerete più esperienza. Questo per me, oltre che un ottimo modo per mantenere sempre equilibrato il livello di difficoltà del gioco, fa risparmiare tempo a chi odia le battaglie casuali, limitandole al numero indispensabile da affrontare senza perdere altre ore di tempo per scontri su scontri.

 

Con un sistema di combattimento a turni nel quale si può combattere con un party di massimo 5 membri, disponibili in due linee, il gameplay non è di certo innovativo, però è particolare la caratterizzazione dei personaggi, e la loro struttura ai fini dei combattimenti, che distingue chiaramente la forza degli immortali e dei mortali, ma rendendo indispensabili entrambi per una strategia vincente. Partendo dagli elementi che distinguono Lost Odyssey, ciò che più è innovativo è il sistema dell'”Anello rivelatore”. Ogni personaggio può equipaggiare un anello che gli conferisce effetti secondari come la causa di uno status alterato, che si può scatenare tramite un Quick Time event al momento dell’attacco. Come potrete vedere nello screen in basso, durante l’attacco compare un cerchio che dovrete far combaciare con il vostro anello, e se avrete il giusto tempismo scatenerete l’effetto secondario, altrimenti niente, causerete solo semplici danni al vostro avversario. Mi ricorda il sistema di potenziamento di alcuni titoli di nicchia, ma è abbastanza innovativo per come viene proposto.

 

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Altro elemento che potete ammirare in alto a sinistra nella foto è un contatore con un numero di HP preciso e un livello. Cosa è? È il muro formato dai vostri personaggi in prima linea, che fanno da scudo a quelli nella seconda. Finché i vostri combattenti sono in ottima forma, ed il livello del muro è alto, chiunque voglia attaccare le retrovie si vedrà il numero di danni inflitti molto inferiore alla media, e lo stesso vale per voi, quando affrontate i vostri avversari. Se non vi bastava la strategia da optare con gli elementi e gli anelli (fortunatamente intercambiabili), dovete fare fronte anche a questo elemento, che vi porta a spremere le meningi durante i combattimenti, e calcolare adeguatamente tutti gli elementi di ogni battaglia.

 

Come ho detto prima, è fondamentale utilizzare sia mortali sia immortali. Chi userebbe un mortale, quando sa che può utilizzare un immortale, che dopo due/tre turni che è K.O. si rialza da solo senza oggetti/incantesimi, che possiede i parametri più elevati, e molte più abilità? Beh, i mortali imparano abilità salendo di livello, e le possono sempre utilizzare, mentre l’unico modo per imparare un’abilità per gli immortali è tramite il combattimento insieme ad un mortale che la conosca, ed equipaggiarla (implicando un limite naturalmente). Diventa subito chiaro quindi come sia fondamentale la cooperazione tra le due “tipologie di combattenti”, sfruttando le classi dei mortali per plasmare i guerrieri migliori, scegliendo le loro specializzazioni, e completando la loro formazione con abilità secondarie che si acquisiscono tramite accessori.

 

Detto così sembra tutto confusionario, e si, è difficile spiegare tutto senza diventare un “Manuale d’istruzioni in seconda”, ma vi assicuro che il gioco, molto intelligentemente, non gioca le sue carte tutte in una volta, vi permette di allenare equilibratamente tutti i personaggi, di scegliere una strategia a voi congeniale, e vi dà molto tempo per apprendere i rudimenti del sistema di combattimento senza richiedere sforzi eccessivi. Per testare le vostre abilità in seguito vi aspetteranno i classici boss segreti, abbastanza difficili da darvi molto filo da torcere, ma non impossibili come nel caso di Final Fantasy X (li ho sconfitti dopo 30/40 ore di sviluppo dei personaggi, insomma).

 

COMPARTO TECNICO

 
Dal punto di vista tecnico Lost Odyssey mostra alti, bassi, e altissimi: bassi perché il framerate altalenante e i tempi di caricamento talvolta sono disarmanti e fanno innervosire ma non tanto da odiarli, e perché certi dettagli ti fanno proprio alterare, nello specifico ho notato questo dal fatto che le lacrime dei personaggi sono fatte da schifo, mentre le venature dei seni delle ragazze sono fatte con una precisione a dir poco impressionante, e a questo punto io mi chiedo:”Perché?!?”. Vabbè. Alti perché nonostante il comparto grafico non sia sublime le ambientazioni sono davvero straordinarie, ben fatte e con un intero mondo ricco di luoghi suggestivi, e la colonna sonora è all’altezza della fama di Uematsu, con musiche indimenticabili e sempre adeguate. Mancano ancora gli altissimi: a fare da cavallo di battaglia per Lost Odyssey ci sono una longevità molto solida, che grazie a delle secondarie sensate e variegate difficilmente pesa il numero di ore che passerete, anzi, 50/60 ore le passerete senza noia scoprendo tutti i retroscena dei personaggi e della sua storia, e la modalità Mille anni di sogni, dove Kaim vedendo alcuni eventi ricorda alcune storie della sua vita millenaria, narrate a mò di fiaba, per le quali dovrete prontamente armarvi di fazzoletti, se volete un consiglio, come se la storia in sè non bastasse. Insomma, non ci saranno solo combattimenti epici e scenari da scoprire, ma tante, tantissime emozioni, e a queste cose non so proprio resistere.

 

Tante emozioni arricchiscono Lost Odyssey
Tante emozioni arricchiscono Lost Odyssey

 

IL VERDETTO

 

In poche parole, Lost Odyssey è uno dei migliori RPG visti in queste generazioni moderne, ricco di elementi validi per il gameplay, intense emozioni, grandi musiche e grandi battaglie. Insomma, avete capito che se amate i J-RPG e/o le belle storie dovete assolutamente provare Lost Odyssey o devo farvi un disegno? Non credo ci sia altro da dirvi.

 

Ah si. Giocatelo in inglese coi sottotitoli in italiano. Il doppiaggio italiano fa S-C-H-I-F-O.

 

PRO:

 

– La modalità Mille anni di sogni
– Gameplay poco innovativo ma molto profondo
– Difficoltà elevata ma appagante
– Storia strappalacrime
– Colonna sonora e ambientazioni eccezionali

 

CONTRO:

 

– Framerate instabile
– Troppi caricamenti
– Il doppiaggio italiano fa SCHIFO.
– Troppi fazzoletti consumati…

 

 

VOTO: 9/10