The Guided Fate Paradox

Guided-Fate-Paradox-Poster

Se avete sempre sognato di essere Dio, forse The Guided Fate Paradox vi farà cambiare idea sulla bellezza di questo lavoro. Perché questo è uno dei pochi giochi (mi vengono in mente solo i cari Popolous e Act Raiser) in cui potete vestire i panni del “Signore”, ma dove i vostri compiti saranno tutt’altro che piacevoli. Sviluppato da Nippon Ichi in esclusiva per Playstation 3, questo strambo titolo mi ha incuriosito dall’inizio, ed ho pensato:”Mmm, essere Dio, mi piace”, e una volta giocato devo ammettere che in un certo senso mi ha fatto riflettere, e vi spiego perché. MA!

Prima di parlare del titolo avviso: The Guided Fate Paradox rivede a modo suo la religione cattolica, con la possibilità di offendere le persone credenti, per cui se quest’idea vi offende chiudete quest’articolo.

MORGAN FREEMAN GIAPPONESE

 

Così si diventa Dio nel XXI secolo
Così si diventa Dio nel XXI secolo

Immaginate di passeggiare tranquillamente al centro commerciale, e una ragazza (naturalmente vestita da Maid) vi trascina per partecipare a una bizzarra lotteria posta in un palco che pare più il banco di vendita di Mastrota. Che premio vi aspettate? Non il tv color da 25 pollici, ma il ruolo di Dio. Questo è ciò che succede al “ragazzo più sfigato del mondo”, Renya, che nonostante il suo scetticismo viene convinto da Liliel a partecipare alla sua stramba lotteria e vincerla. Il povero ragazzo subito dopo si becca una gran mazzata in testa, e quando apre gli occhi si ritrova nel regno di Celestia, dimora degli angeli, dove Liliel si rivela essere il suo angelo custode, e gli dice con nonchalance:”Ora sei Dio”.

Insomma, dopo qualche piccola formalità, vi viene mostrato il vostro obbiettivo: realizzare i desideri dei credenti che pregano tramite il Fate Revolution Circuit, attraverso il quale Dio può agire direttamente, o indirettamente, sul corso degli eventi. Tradotto per voi videogiocatori: entrate in un dungeon (se avete giocato a Pokemon Mistery Dungeon sapete ESATTAMENTE cosa vi aspetta), sconfiggete i nemici che vi ostacolano nel vostro cammino, scendete fino al piano più basso del dungeon, e ripetete (parole quasi testuali del manuale). E vi ritrovate così a realizzare i desideri più strambi possibili: aiutare Cenerentola ad uscire dallo stereotipo della sua fiaba, incoraggiare uno zombie, e tante altre assurdità che non vi spoilero, ma che prendono molto alla lettera il messaggio:”Dio ama indistintamente tutte le sue creature”, più di quanto fa la Bibbia in tutto il suo excursus.

 

I vostri angeli sudditi
I vostri angeli sudditi

100% NIPPON ICHI STYLE

Non ricordo da dove ho letto questa frase, ma ve la cito per riassumere in poche parole The Guided Fate Paradox:“Quando leggo “Sviluppato da Nippon Ichi Software” so già cosa aspettarmi: un sistema di combattimento strategico tanto elaborato quanto complicato e tante ore di level grinding (aumento di livello spasmodico ma necessario per procedere nel gioco)”. E questo è esattamente ciò che vi aspetta. Chi ha giocato ZHP su PSP capirà subito che questo è un suo seguito spirituale, e come tale ne eredita il sistema di gioco, e chi conosce Disgaea riconoscerà subito le varie ambientazioni di gioco, in particolare il Netherworld. Insomma, tutto il gioco sa di Nippon Ichi, e non può che essere dunque un RPG strategico di quelli tosti, come i titoli precedenti citati.

L’avvio è uno dei più azzeccati chi io abbia mai visto: un opening in stile anime molto ben realizzato, una traccia symphonic metal giapponese che spacca, e alla fine del video un bel trofeo che vi da il benvenuto nel mondo di The Guided Fate Paradox, letteralmente. Insomma, tappeto rosso per i nuovi arrivati. E dopo questo, un bel cumulo di tutorial, lungo e noioso ma assolutamente necessario per non perdersi nel corso del gioco, e fortunatamente abbastanza esplicativo e comprensibile. E FINALMENTE, il gioco. In ogni dungeon inizierete dal livello 1, come se foste dei principianti, ma attenzione, qui c’è differenza tra “livello” e “statistiche di base”, e qui si entra nel cuore di Guided Fate, nel Divinagramma (erede dell’Oscurogramma di ZHP).

 

ANCHE DIO SI ALLENA

 

Se Dio, pardon Renya, parte dal livello 1 in ogni dungeon, come si diventa più forti? In due modi.

Modo numero 1: ogni volta che superate una sfida, i livelli che avete guadagnato all’interno del mondo che avete affrontato vengono sommati in un contatore chiamato “Livello totale”, che influisce sulle vostre statistiche di base, sistema coerente con la storia del gioco, che vi viene resa chiara col tempo.

Modo numero 2: tramite il Divinagramma (una scacchiera gigante) installate delle pedine dette “Icone sacre” con le quali rendervi più forti e assegnarvi effetti speciali, esattamente come il “Livello totale”.

Per cui ora veniamo alla parte più divertente: come combatte Renya? Non fulmini, non piogge di zolfo, e nemmeno Leviatani evocati “ad mentulam”, ma con i pugni. I PUGNI. Renya stesso nel gioco si chiede perché, nel tutorial. Ma per fortuna, potete equipaggiargli diversi oggetti: armi, elmi, gambali, e altre cose che conferiscono a Renya abilità speciali, che più si addicono a un dio. Il sistema di gioco e di combattimento, che vanno a braccetto, è interessante e amalgama bene tutti i suoi elementi, con diverse barre su schermo: HP (i punti vita), SP (Special Points, vi permettono di utilizzare le abilità speciali), EN (energia, si consuma con i vostri movimenti, equivalente alla barra Fame dei Pokemon), e Burst (una per ogni arma a vostra disposizione, ma ve ne parlo dopo); attacchi in quattro direzioni, e possibilità di lanciare i vostri nemici lontano (figata).

 

Schermata di gioco standard
Schermata di gioco standard

 

Affrontare i nemici è una vostra necessità per salire di livello nel dungeon, diventare abbastanza forti da battere il classico boss del piano più basso, e soprattutto portare le vostre armi allo stato di Burst, così da poterle rendere più forti, e guadagnare icone sacre per il vostro Divinagramma. Ora che ho detto più o meno le colonne portanti del sistema di gioco, si fa chiara una cosa: LA RIPETITIVITA’. Si, c’è una storia in cui procedere, ma vi assicuro che per battere i boss, da un punto in poi, vi ritroverete a ripetere i vecchi dungeon più e più volte, cadendo in un circolo infinito di level grinding e potenziamento, solo per poter procedere nel gioco, e questo vi assicuro che spacca davvero gli attributi dopo poco. Non che non sia divertente combattere, ma quando dovete fare 4 ore di level grinding per battere un boss che non è quello finale, vi assicuro che non vi sentite davvero motivati a continuare.

 

A sto punto vi chiederete:”C’è un momento in cui potete sentirvi davvero Dio?”. Si, dopo un certo quantitativo di nemici sconfitti, potete trasformarvi in DIO, in poche parole uno strafigo dai capelli bianchi che smuovendo la spada annichilisce tutti i nemici intorno.

 

Signore e signori, Dio
Signore e signori, Dio

 

E IL SETTIMO GIORNO…

 

Per fortuna, in questa melma di infinito allenamento, potete trovare conforto nel piccolo reame di Celestia, dove trovate tante piccole opzioni come il negozio di oggetti, il fabbro per potenziare le vostre armi, gli angeli con cui parlare, la banca, e tante altre cose come una piccola città. La cosa più esilarante è lo sprite della cantante del progetto Yousei Teikoku (autore della colonna sonora) che si definisce:”La dittatrice a vita di Yousei Teikoku“. Ceeeeeeeeeeeeeeerto, e i tuoi colleghi lo sanno?

Comunque, oltre a queste piccolezze, potete riprendere fiato anche avanzando nella storia da un livello all’altro, dove per fortuna Nippon Ichi è riuscita dove altre software house hanno fallito: inserire elementi Visual Novel senza fare infiniti muri di testo. Piuttosto che fare la formula: 1 dungeon/mezz’ora di dialogo, si è optato per lo spezzettamento del muro di testo in diverse parti, una per piano, cosa che alleggerisce di molto la lettura per voi e che magicamente causa altri effetti positivi, in particolare un buon livello di appagamento ad ogni vostro progresso (e come vi ho detto prima, dovrete rifare i livelli diverse volte sicuramente), e una maggiore comprensione di una storia che vale la pena di seguire, spesso scontata ma ricca di riferimenti di alto livello e di riflessioni che la elevano davvero tanto.

 

Renya e Liliel in una scena iniziale
Renya e Liliel in una scena iniziale

 

COMPARTO TECNICO

 

Più o meno ho anticipato tutto del comparto tecnico: colonna sonora symphonic metal che spacca, longevità assicurata, sistema di gioco elaborato ma ben esposto, e comparto grafico essenziale ma con buoni disegni ed ottimi concept artistici. Nel dettaglio, tratto un punto per volta. La colonna sonora è qualcosa che davvero caratterizza The Guided Fate Paradox, ha molte ottime tracce, ed è talmente figa che me la sono messa nell’mp3, ho detto tutto. Del sistema di gioco ne ho già parlato a lungo, ma preciso un altro dettaglio, l’unico mancante: ad ogni nuovo dungeon viene aggiunto qualcosa di speciale, che non manca mai di un’esposizione accurata, così da non rendere troppo complicato il tutto e non dimenticare ciò che avete già imparato. Il comparto grafico è una prova vivente che il genere degli S-RPG a visuale isometrica è lungi dal morire, e anzi è più florido che mai con ottime realizzazioni artistiche, a volte scadono con fan service gratuito ma non importa, i giapponesi vanno compresi per il loro deficit di tette. Ho lasciato per ultimo il fattore longevità perché proprio qui parlo dell’ultima cosa rimasta di Guided Fate. Da cosa viene assicurata la longevità, solo dal level grinding? Nossignori, una volta che avrete finito la storia principale avrete altre preghiere a cui rispondere, che vengono da alcuni personaggi inaspettati: in poche parole ci saranno tanti cameo di personaggi di Nippon Ichi, cosa più che gradita per chi adora i mash-up.

 

IL VERDETTO

 

In poche parole, The Guided Fate Paradox è un titolo complicato, frustrante, e non per tutti, ma non per questo vi nego che io l’ho adorato. Basta andare oltre certi difetti come il forzato level grinding e i suoi derivati per trovare una storia che fa riflettere e un buon sistema di gioco, peccato che il problema stia proprio nel fare questo salto. Se siete veterani degli S-RPG, e in generale dei prodotti Nippon Ichi, adorerete questo titolo, e ve lo consiglio caldamente, se invece non lo siete ascoltate il mio suggerimento: pensateci bene prima di rischiare, potreste perdere la pazienza prima che Guided Fate possa entrarvi nel cuore.

Provate a guardare l’opening, per capire se fa per voi questo gioco molto particolare.

 

 

PRO:

  • Colonna sonora da urlo
  • Sistema di gioco interessante
  • TANTI riferimenti culturali
  • Tanti contenuti da sbloccare

 

CONTRO:

  • Livello di difficoltà altalenante
  • Troppo level grinding
  • Trama molto scontata

 

VOTO: 8/10