Quante volte un brand è stato rovinato e distrutto (per usare un eufemismo), quando si è tentato di rinnovare la sua immagine su una console più moderna? Ho già parlato del caso di Spyro sulla Playstation 2, e che delusione fu scoprirlo così cambiato. Varie saghe hanno subito la stessa sorte, per non essere riuscite a rinnovarsi, ma questo non fu il caso di Panzer Dragoon. La Smilebit (software house formata da molti membri dell’ex Team Andromeda, fondatore della serie) trovò campo fertile sulla console di casa Microsoft, per portare avanti nuove esclusive, come Gunvalkyrie, e riportare in auge la saga di Panzer Dragoon pubblicata per Sega Saturn con un nuovo capitolo: Panzer Dragoon Orta.
LA TRAMA
La storia è ambientata molti anni dopo Panzer Dragoon Saga, l’Impero che anni addietro tentò di governare sul mondo non esiste più. Ma dalle sue ceneri, l’Accademia, dove gli imperiali studiavano, riprese lo studio delle tecnologie degli Antichi, e ricostruì l’impero, con l’ausilio di nuove creature geneticamente modificate, note come Dragonmare. Una ragazza di nome Orta intanto vive rinchiusa all’interno della stanza più alta di una torre sorvegliata dai Seekers, la stessa tribù che in Panzer Dragoon Saga aiutò Edge nella sua missione. Un giorno i Dragonmare attaccano il villaggio dei Seekers, lasciando intuire che l’Impero cerchi Orta, ma un drago libera Orta dalla torre prima che venga catturata, e la ragazza, confusa, non può fare altro che cavalcare il drago per salvarsi dai suoi nemici. Da qui, lei intraprende un lungo viaggio per scoprire chi sia davvero, e perché l’Impero la cerchi con così tanto ardore.

IL GAMEPLAY
Già al primo impatto, Panzer Dragoon Orta dimostra di non aver perso un singolo briciolo del suo smalto, mostrandosi graficamente sbalorditivo, con una colonna sonora fantastica, e con dei controlli fluidi e molto reattivi, tanto da reggere senza timore il confronto col suo predecessore Panzer Dragoon Zwei, dal quale inoltre eredita l’interfaccia con il radar e le barre vita e furia. Come ogni titolo della serie, venite subito buttati nel mezzo dell’azione, anche se stavolta potete, prima di iniziare il gioco, svolgere un tutorial che vi spiega tutte le funzioni del gioco, permettendo di familiarizzare coi comandi anche ai neofiti della serie. La cosa che può fare più colpo sui veterani inoltre, sempre alla prima impressione, è come di fatto nel gameplay sia cambiato tutto e niente. Niente perché non vengono introdotte nuove features all’interno del gioco, ad eccezione di qualche piccola differenziazione, tutto perché tutti i punti più forti di Panzer Dragoon Zwei e Panzer Dragoon Saga vengono sapientemente fusi per creare un’esperienza che si avvicina all’Action RPG, ma che di fatto resta ancorata alle solide tradizioni da Shooter.
Mi spiego meglio: l’obbiettivo del gioco resta sempre eliminare i nemici sullo schermo, mentre ci si muove automaticamente verso la fine dello scenario, ed il giocatore focalizza i movimenti per schivare gli attacchi e gli ostacoli. Si può attaccare in tre modalità: agganciando gli avversari con il laser del drago, o mirando manualmente con la propria pistola, e quando la barra Furia (ereditata da Panzer Dragoon Zwei) è piena, si può lanciare un attacco speciale. Ma gli attacchi possono variare (qui entra in gioco la novità) a seconda della classe di drago che si utilizza, e del livello di questa. Avete a disposizione tre classi di drago: leggera, che non può agganciare i nemici con il laser ma attacca ripetutamente con la pistola mirando al nemico più vicino, ed ovviamente si muove rapidamente, media, che resta equilibrata in tutti i suoi parametri, e pesante, che vanta una potenza d’attacco aumentata, sacrificando la velocità e la cadenza di fuoco; tutte e tre possono salire di livello separatamente raccogliendo degli oggetti che si ottengono dopo aver eliminato dei nemici specifici. Naturalmente alcune classi sono più efficaci contro certe categorie di nemici, rendendo indispensabile che non si trascuri una di queste per le altre, ma con questo sistema di livellamento si può scegliere la strategia precisa con la quale ci si trova meglio per affrontare la maggior parte delle situazioni. Tutto ciò è un misto tra la possibilità di personalizzazione del drago e gli elementi RPG di Panzer Dragoon Saga, e l’evoluzione naturale di Panzer Dragoon Zwei.

Scendendo più nei dettagli, è difficile andare avanti nel gioco andando avanti con una sola classe. La difficoltà elevata del gioco, sia dello scenario che dei tipici boss giganteschi di fine livello, richiede l’adottamento di una strategia versatile, sfruttando tutte e tre le classi al momento giusto, con le loro specialità ed i loro vantaggi. Anche a difficoltà Normale potreste fare Game Over più volte, per via di alcune parti di gioco davvero difficoltose, rese ancora più difficili se non si sfrutta una buona strategia di gioco e non si è a un buon livello. Ma non è una di quelle sfide impossibili per cui non vale la pena impegnarsi, anzi, ogni scenario rappresenta un episodio della storia, alla fine del quale vi attende una nuova scoperta, che aumenta la già presente soddisfazione di aver sconfitto il boss che tanto vi ha impegnato. Inoltre, se fate Game Over, il gioco è abbastanza equo da farvi riprendere a giocare direttamente dalla battaglia col boss, anziché dovere rifare il livello da capo, cosa non da poco quando la frustrazione sale.
In tutto questo, la storia si fa sempre più avvincente, di episodio in episodio, fino a raggiungere un momento clue, dove avviene il colpo di scena che, obiettivamente, può non lasciare molto sorpreso un neofita vista la non conoscenza dell’universo di Panzer Dragoon, ma che chiarisce molte cose, dando una degna spiegazione a vari punti lasciati oscuri in Panzer Dragoon Saga, e che porta ad un “crescendo” della trama fino al suo climax, nella battaglia finale che si può definire davvero come tale, sia per il già citato “crescendo” ben studiato, sia per la sua difficoltà, e la sua maestosità. Ed una volta finito il gioco, verrete ricompensati con tanti extra, ereditati dalla tradizione di Panzer Dragoon, all’interno del box di Pandora (già conosciuto da chi ha giocato ai vecchi titoli). Anche su questo aspetto, gli elementi dei suoi predecessori sono stati rimescolati in un modo ben preciso, donandogli un gradito rinnovamento, ma in questo caso ci sono delle novità che vale la pena di menzionare (nulla di anticipato, è tutto leggibile nel manuale di gioco). Primo tra tutti, vi è l’enciclopedia di Panzer Dragoon, già abbozzata in Panzer Dragoon Saga, nella quale trovate descritti nel dettaglio tutti gli elementi del suo universo, poi vi sono delle missioni secondarie, tra le quali alcune vi permettono di percorrere degli elementi dell’avventura già vissuta da un punto di vista diverso, e poi, ultimo ma non meno importante, vi è una campagna secondaria, nella quale potete vestire i panni di uno studente dell’Accademia imperiale, e vivere una nuova storia talmente bella che definirla “secondaria” è quasi un insulto. In realtà, manca ancora un oggetto da sbloccare, un remake del primo capitolo di Panzer Dragoon, che non può che fare felici sia i veterani della saga, sia i nuovi arrivati, che possono scoprirlo senza dover prendere in mano un Sega Saturn.
CURIOSITA’:
LO SAPEVI CHE Panzer Dragoon Orta in Giappone fu così atteso che Microsoft creò una XBOX in edizione limitata a tema Panzer Dragoon? Il bundle, oggi molto raro, fu distribuito in 999 unità, venduto ciascuno alla cifra di 35.800 yen, e conteneva una copia di Panzer Dragoon Orta in edizione speciale, con la Soundtrack, una collana con un drago, e una console XBOX bianca a tema con pad abbinato.
Tutto questo non vi basta? La trama è avvincente dall’inizio sino alla fine, senza trascurare un solo episodio, per quanto possa sembrare oscura per chi non conosce la serie, il comparto grafico non perde colpi per un solo istante, con dei concept artistici bellissimi, ambientazioni degne dei suoi predecessori capolavori, e personaggi ben rappresentati, e la colonna sonora è indimenticabile, con una vena molto più elettronica, ma senza perdere il sapore tribale che è stato marchio di fabbrica delle altre soundtrack, sfociando nella World music a tratti.

IL VERDETTO
In conclusione, Panzer Dragoon Orta è un gioco con il quale si va a colpo sicuro, difficilmente non vi piacerà. Oltre ad essere un ottimo videogioco, è un’elevata espressione artistica, così come i capolavori precedenti quali Panzer Dragoon Zwei e Panzer Dragoon Saga, che si pone senza difficoltà tra i migliori giochi nel parco titoli della XBOX. Ed essendo retro compatibile, Panzer Dragoon Orta può essere un validissimo acquisto anche per un videogiocatore moderno che possiede la XBOX 360 e desidera un bel titolo. Altamente consigliato.
PRO:
- Comparto tecnico impeccabile
- Trama molto avvincente
- Ricchissimo di extra
- Gameplay molto additivo
CONTRO:
- Fastidioso bug che manda in crash il gioco nel terzo capitolo
- Difficoltà elevata, per quanto gratificante
- Difficile da seguire all’inizio

